Mi sembra di viaggiare
in zone rarefatte del pensiero,
dove si affina la mia disposizione a vivere
che si inebria di stili e discipline.
In un insieme irridente di parche voglie,
celebro il mio vanto, i miei sensi, la mia unicità.
Furono giorni di stanchezza assurda e depressiva,
di una totale mancanza di lucidità.
Quando ti chiedi in qualche letto sconosciuto,
che cosa hai fatto e perchè vivi in tanta estraneità.
Sapessi che dolore l’esistenza
che vede nero dove nero non c’è n’è.
Il fatto è che non posso più tornare indietro
che non riesco a vivere con te ne senza di te,
credimi.
Ma io vorrei essere un’aquila vedere il piano del mondo
che inclina verso di noi e le leggi che si inchinano
lanciarmi a inseguire il tuo deserto
e i poteri solenni e le porte dorate cominciare di nuovo il viaggio.
Il piacere della nautica, della precarietà a pagamento, sta indubbiamente nella voluta rinuncia a una infinità di ‘commodity’ (la tv, l’ascensore, il forno a microonde, il divano a tre piazze, il mediacenter) che in ultima istanza nulla aggiungono al nostro piacere di vivere.
Ma per ognuno di noi ci sono alcune cose irrinunciabili e la barca è il luogo adatto per scoprirle.
Per me in barca è irrinunciabile:
- una ottima cambusa, varia e sfiziosa che copra le esigenze del breakfast, del brunch, del lunch e del wild bunch con adeguata fornitura di vini e di almeno 3 tipi di superalcolici
- (corollario del precedente punto) frigo funzionante per vini bianchi freschi, conservazione di carni e formaggi e succhi di frutta da servire alla giusta temperatura
- Asciutto a bordo. Dopo tanto mare è necessario che almeno sottocoperta e in pozzetto non ci sia umidità. Quindi acqua dolce per sciacquarsi e sciacquare qualsiasi cosa sia venuta a contatto con il sale.
- Spazi propri anche minimi: il pozzetto quando gli altri dormono, la propria cabina quando gli altri vegliano, il cassetto del tavolo di carteggio proprietà inviolabile dello skipper.
- un collegamento anche precario a internet per la meteo in primis ma anche per avere conferma che il mondo va a rotoli sempre più mentre tu te ne stai lontano facendo finta, almeno per un poco, che nulla ti tocchi se non il vento.
Tempuzzo (29 luglio, Es Pujols)
Noche de Ibiza
Morte di una videocamera in diretta
Con computo spannometrico oggi abbiamo superato le 500 miglia di navigazione.
Circa 100 miglia per raggiungere, da mercoledì 5 a venerdi 7, Santa Teresa da Santa Maria Navarrese. Navigazione principalmente a vela con vento portante da sud a volte anche sostenuto.
Sabato 8 abbiamo imbarcato Francesco e Giorgio, i due perugini che hanno risposto all’annuncio su Bolina. Giornata passata a sistemare le ultime cose tra cui le luci di via. In serata è arrivato Emiliano conosciuto su FF. Cena con menu sardo tradizionale al ristorante del porto.
Domenica mattina è arrivato Adriano, imbarcato al volo con il motore già acceso pronti alla partenza: si doveva approfittare della finestra di bel tempo. È ci è andata di lusso: probabilmente oggi rischieremmo di essere ancora in Sardegna avessimo colto quel breve intervallo fortunato.
240 miglia circa Santa Teresa - Mahon da domenica a martedi mattina. Navigazione a vela fino all’Asinara con vento in poppa. Poi solo motore. Ma meglio così: se riguardo le carte meteo dal giorno successivo al nostro arrivo ad oggi non ci sono state più intervalli oltre le 36-48 ore di vento moderato nella tratta.
Una decina di miglia per raggiungere la bella Cala Coves sulla costa sud di Minorca nella giornata di mercoledì. Dove ci fermeremo per due notti. L’equipaggio è davvero simpatico e ben assortito.
55 miglia per raggiungere Cala Mitjana a Maiorca nella giornata di venerdì. Sosta tecnica a Cala Ratjada nel nord di Maiorca per fare cambusa, acqua e gasolio: ci arriviamo alle 13, proprio mentre il distributore sta chiudendo. Con grandissimo culo siamo gli ultimi a essere serviti e possiamo anche rimanere accostati alla banchina delndistribuotr fino alla sua riapertura un ora dopo: giusto il tempo di occuparci di cambusa e acqua.
A Cala Mitjana facciamo il nostro secondo ormeggio con cime a terra con discreta maestria.
40 miglia abbondanti da Cala Mitjana a Palma de Mallorca nella giornata di venerdi 15. Vento al massimo sui 15 nodi al lasco: montiamo il gennaker. Dopo iniziale incasinamento in fase iniziale (girotondo del timoniere, strambata, incaramellata del gennaker) con mio smadonnamento e cazziatone urlante a tutta la ciurma il gennaker ci da una bella mano a raggiungere Palma con una andatura sostenuta a vela.
Serata a Palma con visita obbligata ( e nostalgica) alla Boteguita del Medio.
Domenica mezza ciurma sbarca: Francesco, Giorgio e Emiliano hanno il volo di ritorno. Noi ci rinfreschiamo alla piscina del Club de Mar dove siamo ormeggiati.
Lunedì la passiamo io, Carola e Adriano tra centri commerciali e shipchandler per fare cambusa e acquistare ciò che manca alla barca ( tra cui una nuova batteria servizi. Opto per una batteria al gel da 95 amp ora). Fine giornata in piscina e serata in un Club Jazz molto carino a pochi metri dalla Boteguita.
Martedi lasciamo Palma e il Club de Mar anche per non spendere un patrimonio in ormeggio, nonostante il mastrale soffiante. Facciamo solo poco più di 5 miglia per raggiungere una cala dove passare la notte. La raggiungiamo con un vento decisamente sostenuto sui 20-25 nodi e raffiche attorno ai 30. La cala però è ben riparata.
Sveglia presto mercoledì 20 per partire alla volta di Ibiza. La meteo dice che ci sarà un forza 5-6 nella prima parte della giornata con un mare con onde fino a due metri. Poi andrà calando.
Ci facciamo le prime 30 miglia con un vento ben deciso sui 20 nodi con raffiche che stimo attorno ai 25. Il mare è formato con onde vicine ai due metri. Carola è un po’ preoccupata ma Sombrero si conporta bene e prendiamo anche pochi schizzi ( a parte uno che finisce sulla macchina fotografica- videocamera) Poi il vento cala, il male si quieta un poco e infine andiamo a motore.
La traversata è comunque stancante e arriviamo solo in serata a Cala Boix a Ibiza da dove ora scrivo questi appunti mentre il resto dell’equipaggio (Carola e Adriano) già dorme provato da una lunga giornata di sole e vento.
La Boteguita del Medio - Palma de Mallorca